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S&P 500 quota 3000

Ieri l’indice ha finalmente quotato 3000 punti come previsto in tempi non sospetti il 20 marzo. Adesso è possibile una ricopertura del gap down lasciato aperto  il 23 febbraio, seguiranno aggiornamenti.

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S&P 500 crollo delle borse mondiali durante l’emergenza Covid-19

Come previsto nell’articolo pubblicato il 1 febbraio 2020, l’indice americano S&P 500, dopo un repentino rialzo che ha fatto registrare un nuovo ultimo record oltre i massimi storici, si è orientato al ribasso in modo piuttosto rapido ma non improvviso. Tutti i livelli allora segnalati sono stati raggiunti e violati. Il ribasso, tuttavia, come non avevo previsto allora, è andato ben oltre la breve correzione, cambiando radicalmente la tendenza di fondo che adesso appare chiaramente ribassista. L’inversione è suffragata da molte controprove analitiche, le i+ classiche: una decisa violazione della media semplice a 200 periodi e la violazione di tutti i minimi che ha riportato le quotazioni agli scambi di fine 2018.

 

In questo momento l’indice registra una volatilità assolutamente straordinaria nell’intorno di area 2300 – 2350, peraltro violata durante le sedute di ieri 19 marzo e dell’altro ieri 18 marzo 2020. In questi ultimi giorni è in corso una fase di compressione che si può risolvere in un ritorno verso area 3000, anche suggerita dall’impostazione di breve degli strumenti correlati, o in un ulteriore approfondimento ribassista che può toccare area 2000 in prima analisi per dirigersi fino area 1800. Essendo lo S&P 500 notoriamente il benchmark mondiale per gli indici di borsa, questi probabili movimenti orienteranno il mercato azionario durante le prossime settimane.